tacchini

Dimenticavo: il tacchino di Maurino

Maurino mi ha insegnato a dividere le organizzazioni in tre macro aree grazie al tacchino. Io ho poi elaborato che il ruolo commerciale non è solo rivolto all’esterno, al contrario deve essere presente in particolare all’interno dell’azienda affinchè questa si presenti con tutto il suo valore e bellezza. Essere innamorati (non infatuati, questo mai, pena fare disastri) del proprio ruolo, dei propri prodotti, aiuta tutti ad offrire il massimo. Torniamo però al tacchino di Maurino. E’ un pomeriggio assolato, l’aria condizionata a palla, due palle mai viste ad ascoltare i responsabili delle offering. Si apre la porta, entra lui, Maurino, il suo volto esprime grande incazzatura. Appoggia la sua borsa in pelle, stracolma. Si allaccia il bottone interno del doppiopetto. Una specie di valletto non richiesto, comincia una introduzione che sembra la narrazione delle gesta dei grandi condottieri del Medioevo. Maurino si scazza dopo qualche attimo e per non lasciar dubbi dice: “basta con ste’ cazzate, la storia è molto semplice” respira, si vede l’ira e quindi procede “nella nostra Azienda perennemente affamata, perché così devono essere le aziende di successo, ci sono persone che non si accorgono che c’è un grande e grosso tacchino da prendere; questi li mettiamo in amministrazione, alle offering, (ed ovviamente tutti a ridere, meno quelli delle offering che ci avevano fatte due palle..); poi ci sono persone che vedono il tacchino, lo riconoscono, cominciano a bloccarlo, chiedono aiuto agli altri affamati in azienda e riescono a prenderlo; questi li mettiamo a vendere….ma per nessun motivo io posso accettare di avere in azienda qualcuno che prende a calci nel culo il tacchino. Questi dobbiamo buttarli fuori e mandarli alla concorrenza. Mi aspetto entro domani la lista delle persone che per apatia, incuria, mancanza di “gioia” (così Maurino chiama la passione, oggi viene usata dai rotocalchi per indicare il momento dell’orgasmo, magari era un precursore) mancanza di gioa, dicevo, a stare in azienda, pigliano a calci i tacchini che sono entrati nel nostro cortile.” Intanto si è fatta sera, un paio di domande da parte di uno dei partecipanti a Maurino, un paio di passaggi veloci di quest’ultimo, due risposte veramente mal dette di ritorno da parte del partecipante e Maurino …trovò il primo collega che si divertiva a tirar calci ai tacchini. Ricorderò sempre quel colloquio…e nella mia vita professionale successiva, anche solo passando per i corridoi delle aziende, ascoltando qualche dialogo, mi giravo di scatto, quando sentivo il cantar del “tirator di calci in culo al tacchino”.

Leave a reply: