Osteria

Innovazione ed Economia Circolare. I fondamentali “autoctoni” si trovano anche all’Osteria dell’Unione di Treiso

Sono almeno trent’anni che, spesso, mi reco a Treiso, in provincia di Cuneo, dove nel lontano 1982 nasce il primo Circolo Arci d’Italia, in seguito Arcigola e per ultimo “Osteria Dell’unione”.

Ho conosciuto la Sig.ra Pina Bongiovanni la proprietaria e cuoca; purtroppo non ho conosciuto Beppe Marcarino, proprietario e…………

In quell’osteria dal sapore antico, Carlo Petrini insieme a un gruppo di amici, fa germogliare il progetto che rivoluzionerà il mondo dell’enogastronomia mondiale; il progetto si chiamerà ufficialmente: “il movimento internazionale per la difesa e il diritto al piacere Slow food”.

Sottoscrivono il Manifesto delegati provenienti da tutto il mondo, siglandolo definitivamente il 21 dicembre 1989 nella sala delle maschere dell’ Opera di Parigi.

Intanto a Treiso Pina e Beppe non hanno mai smesso di cucinare i piatti che hanno catturato la mente e il cuore di quel gruppo.

L’osteria dell’ Unione, gestita da uno dei figli e la moglie, è oggi un punto importane della tradizione culinaria nazionale e non mancano i turisti che domandano di gustare quel menu oramai divenuto storico”.

estratto di BRUNO MURIALDO – 30/08/2015

 L’Osteria apre i battenti un Primo Maggio, quello del 1982. «Vieni a Treiso/se non temi/l’anatema degli astemi» intonano due stornellatori toscani, aggregati all’allegra brigata dei braidesi per l’inaugurazione. All’inizio il circolo è solo un posto dove bere in compagnia mangiando pane e salame, poi tra una fetta e l’altra Pina incomincia a servire ai clienti più affezionati i suoi tajarin, tagliolini all’uovo realizzati con una ricetta personale che vuole 18 tuorli per chilogrammo. A detta di Folco Portinari, l’ideologo del manifesto slowfoodiano, quello della Pina è il miglior coniglio del mondo. Non è da meno l’elogio di Edoardo Raspelli: «Scrisse sulla Stampa che il vitello tonnato di Treiso era fatto dagli angeli. Dopo abbiamo avuto così tante richieste che non sapevamo dove mettere i clienti, con i nostri 30-40 coperti».

Per il tramite di Petrini, l’Osteria ospita i ragazzi dei campi estivi organizzati da Renato Nicolini, l’assessore alla cultura della capitale che inventa l’”Estate romana”. Vengono a Treiso tutti i grandi nomi della sinistra italiana, da Luciano Lama al sindaco di Torino Diego Novelli, dal segretario di Legambiente Ermete Realacci ai giovani Valter Veltroni e Massimo D’Alema. Ma anche Dacia Maraini e Nuto Revelli, sempre accompagnati dai braidesi.

Intanto, fra una bottiglia di Barbaresco e un piatto di agnolotti al plin, si stanno ponendo le basi per la rivoluzione del cibo lento, anticorpo all’estetica del fast food che in quegli stessi anni Ottanta detta legge e miete consensi. Pina ancora non lo sa, forse però intuisce: «Loro chiacchieravano e stavano in compagnia, io pensavo a lavorare». Come il cuoco di Cesare, saprà ritagliarsi una parte piccola ma fondamentale in tutto questo.

Oggi al comando dell’Osteria dell’Unione c’è uno dei figli di Pina, Fabio, insieme alla moglie Rezi. Si sono conosciuti in Albania, il Paese dove lei è nata, ha studiato economia e marketing e ha aperto un ristorante di cucina piemontese: si chiama Vinum, sorge nel centro di Tirana e serve tutte le specialità che la suocera ha insegnato alla nuora, insieme ai vini rigorosamente di Langa. Un pezzo di Piemonte, e di Slow Food, all’altro capo del mare. 

AndreaCascioli
a.cascioli@slowfood.it

Ecco, oggi mi pregio dell’amicizia di Fabio e Rezi. Sono persone splendide che hanno mantenuto vivo il lento progredire del piacere, il piacere di stare seduti all’Osteria dell’Unione a Treiso consumando ricette della tradizione che garantiscono le materie prime e la cura di un tempo. Per me, che mi occupo di Innovazione ed Economia Circolare, pranzare all’Osteria dell’Unione mi fa “sentire” quanta fortuna abbiamo avuto ad essere nati in Italia; l’ Innovazione è stata la capacità di mantenere inalterata la tradizione con i suoi incredibili livelli qualitativi e l’Economia Circolare, della quale il Food è uno dei fondamentali, trova all’Osteria dell’Unione la sua massima espressione. Il Food e il Design sono due tra i Valori più importanti dell’Economia Circolare e l’Italia ne rappresenta il primato; il nostro Paese ha l’opportunità di essere una Champion Country; dobbiamo solo decidere di non seguire gli altri, ma di farci apprezzare per ciò che siamo.

La mia Azienda, Arxit S.r.l. www.arxit.it ha creato il Modello Infrastrutturale e Funzionale per supportare lo sviluppo delle Aziende verso l’Economia Circolare, Le Dorsali Digitali. Lo abbiamo voluto semplice, chiaro e aperto a tutti; capace di abbattere le barriere economiche e culturali verso i fruitori generando Valore senza eguali. Lo abbiamo fatto investendo molto di noi stessi, perché le Aziende italiane non debbano inseguire e perché i cittadini possano bearsi del Valore che le nostre imprese sanno creare; è il momento delle nostre competenze, del nostro stile e della nostra tradizione, serviva solo uno strumento per realizzare il nostro futuro in Economia Circolare. Nel nostro piccolo abbiamo dato un grande contributo.

Grazie Fabio, grazie Rezi; una magnifica giornata, non vedevo l’ora di collegarmi al Computer per esprimere le sensazioni di oggi.

Un abbraccio
Moreno Tartaglini

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