Stream of digital data with a human eye

L’analisi e la soluzione o la Tecnologia?

Sono ormai tre anni che lavoro con I nuovi professionisti del digitale, di tutti i settori. Sviluppatori, comunicatori, disegnatori, commerciali, web star insomma con tutte le figure professionali di questo nuovo mondo. Io adoro l’innovazione e quindi mi è piaciuto, e mi piace molto, lavorare con loro. Ho subito notato che avevano alcune caratteristiche particolari dovute, credo, alla formazione, all’educazione, ma anche al diverso mondo in cui hanno vissuto, rispetto al nostro, durante il periodo dell’apprendimento.

Per esempio loro danno subito importanza alla possibilità di provare, provare l’efficacia delle proprie idee e convinzioni. Amano avere a disposizione la Tecnologia e anche la disponibilità di problemi per cercare quelli che si adattano alle soluzioni che conoscono. E qui viene la grande differenza.

Io sono cresciuto in un tempo in cui prima di agire era necessario analizzare, capire e poi disegnare la soluzione. Nel mio tempo, quando io ero giovane come loro, il mondo si divideva tra coloro che continuavano ad analizzare e non decidevano mai, in quanto mancava sempre una informazione aggiuntiva, e coloro in grado di decidere velocemente con il minimo di informazioni necessarie per prendere la decisione giusta. I primi stavano nel mucchio, i secondi stavano in cima al mucchio. Si era creato un equilibrio perfetto capace di soddisfare le aspettative e le ansie che supportavano ciascuno dei due comportamenti. Sul mio blog, www.tritonstreet.it su questo tema c’è l’articolo dell’anima nera ed il concetto è ripreso anche da altri colleghi ed amici che hanno regalato un loro articolo al blog.

Il bello è che questo aspetto era perfettamente condiviso, sia dai componenti del primo gruppo sia da quelli del secondo. Le forze interne ai team misti che ci hanno aiutato a crescere, erano quasi sempre legate a questo: qualcuno che vedeva prima della fine dell’analisi la soluzione e altri che ne vedavano solo una parte, ovvero quella legata al livello di analisi compiuto.

Ora, oggi, sento come non mai la necessità di avere il supporto e l’amicizia delle anime nere. Loro, i nuovi professionisti, non analizzano nulla. Applicano.

Tutto ciò che non rientra nel campo delle soluzioni già esistenti non è degno di valore. Se proprio bisogna gestire quel problema allora va modificato, affinchè gli si possa applicare una soluzione già esistente.

Efficienza contro diversità, agire contro pensare, abitudine contro logica. Forse un giorno quando avremo insegnato ai problemi a sorgere in base alle soluzioni disponibili allora non avremo più bisogno di chi analizza e pensa, e tutto girerà senza intoppi.

I componenti dei team di oggi trasferiscono tra loro soluzioni a ritmi frenetici, parlano ma forse non si conoscono, comunicano ma forse non condividono. Sui social sembrano tutti amici, parlano, comunicano, esprimono pareri e il più delle volte non si conoscono. Le azioni sono più importanti delle persone che le compiono. Una azione è apprezzata o non per il suo impatto, ma non per la correlazione rispetto a chi l’ha compiuta.

Ogni mattina il bagaglio di soluzioni si incrementa, in attesa che arrivi un problema capace di aderire ad una di quelle soluzioni.

A volte sono perplesso.

Mi capita spesso che un Cliente dica delle cose normalissime, almeno per me, come per esempio rappresentare il processo di comunicazione che vorrebbe venisse implementato nel digitale e loro, i nuovi professionisti, non lo capiscono. Capiscono le parole in italiano, ma non capiscono che cosa vuole. Quella rappresentazione non rientra nella realtà delle soluzioni e quindi non esiste. Le risposte sono di norma “Lei può fare questo, oppure questo” fine.

Forse anche la parola soluzione per i nuovi professionisti è diventata anacronistica. Per loro esistono solo le Tecnologie, talvolta gli strumenti tecnologici, ma senza esagerare; Tecnologia è meglio. Forse hanno ragione perché se c’è una Tecnologia che risolve il problema, basta comunicare nella modalità gestita dalla Tecnologia per non avere il problema e quindi non serve una analisi e neanche una soluzione.

Devi comunicare? Serve un i-beacon e un’App Mobile di tipo decisionale a tre click. Se inserisci un quarto click il Cliente abbandona. Fine. Segui la Tecnologia e non avrai problemi. Il contenuto della comunicazione? Semplice è un frammento emozionale di ciò che vorresti comunicare; basta ed avanza. Non sei in grado di trovare il frammento interessante perché sei old style? Allora c’è un altro professionista del digitale, al quale non interessa cosa vuoi vendere, ma a chi lo vuoi dire e lui ti da il frammento che ti serve. Scopri poi che quello stesso frammento lo usi tu che vendi decespugliatori e un altro old style come te che vende biciclette. Capita che si introduca un terzo che dice, “non so cosa vendiate, e non mi interessa, ma poiché comunicate la stessa emozione, allora per evitare che il Cliente abbia due App Mobile di tipo decisionale, usate la mia e i vostri prodotti li vendo io”. Fine. Una solo Tecnologia per tutto, il massimo. In mille producono, ed uno solo vende; e poiché chi vende è padrone dei frammenti emozionali, è lui che decide chi vende e a quale prezzo.

Io sono affascinato, contento di mettere in pratica le Tecnologie. In particolare affascinato perché i periodi di transizione sono sempre quelli più incasinati, dove tradizione ed innovazione interagiscono per trovare un nuovo equilibrio. E’ il momento in cui le idee, la logica, i processi urlano; alcuni soccombono ed altri nascono, creando nuove e diverse opportunità.

Ogni cambiamento porta con se sofferenza, sia interiore sia sociale. I tradizionalisti immaginano il nuovo mondo impoverito delle cose belle; gli innovatori vedono il nuovo mondo più ricco di quello attuale. Mi ritengo molto fortunato, perché sono dentro ad un altro nuovo, profondo cambiamento. Nel mio intimo considero importante una sola cosa, e spero per tutti che si perpetui nel tempo e attraversi ogni cambiamento: il piacere di pensare, conoscere e di essere diversi uno dall’altro, per poter apprendere tutti, tutti i giorni, qualcosa di nuovo.

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