“Triton Street, dove tutto ebbe inizio”.  Triton Street ha rappresentato per me un crocevia di emozioni; una necessità, una opportunità, un abbandono, uno stimolo. Quella mattina a Londra c’era bel tempo, feci due passi nella zona, presi un caffè seduto ad un tavolino di un pub molto chic; sembrava quasi che i pensieri che attraversavano la mia mente non fossero i miei. Sembrava che io stessi guardando qualcuno, osservando i suoi pensieri scorrere nella mente. Vidi che quella persona ad un certo momento fu interessato a due splendide signore londinesi elegantissime, stavano chiacchierando, perfettamente truccate, sorridenti. Da lì ad un’ora sarei stato professionista di me stesso. Affascinato dal futuro, attratto dal nuovo, ingordo di azione. Triton Street “dove tutto ebbe inizio”. Ero fiero, un Executive di una grande Azienda giapponese, già Executive di una grandissima Azienda americana che prendeva possesso di una nuova vita, piena di incognite ma sicuramente attraente. Forse l’incoscienza, forse la passione, forse, sicuramente la vittoria dell’istinto; ero di nuovo pronto a partire, con le competenze, capacità ed esperienze che molte persone, durante la mia vita professionale, avevano deciso di offrirmi. E’ giusto che ora io le condivida, non so con chi e forse non conoscerò mai alcune delle persone che leggeranno. Certo è che un uomo deve avere sempre il diritto di condividere il proprio tesoro con qualcuno. Io ringrazio di vivere l’era digitale perché mi permette di fare questo e poi permette a chi non ha mezzi, di fare business. Su Triton Street non leggerai mai come fare, rifiutai di fare il consulente di business molti anni fa, perché non si può fare business senza passione e non si può avere passione per tutto. Leggerai fatti accaduti e che accadono a me ed altri Captain’s Friends, mentre, in una stamberga, di un porto lontanissimo, ci raccontiamo le mille peripezie nell’andar per business.