Se non voli con me, voli stretto

Erano gli Anni…non lo dico. Ebbi un colloquio, per il primo vero importante incarico da Responsabile Commerciale, stavo facendo il salto. Io giovane, molto giovane. Lui biondo, curatissimo, altissimo. Veniva da fuori,. Il suo eloquio è affascinante. Era il primo boss che vedevo sostituire la giacca in ufficio con un cardigan. Rosso. Aveva un cappotto di montone lungo fino alle caviglie, nero, con collo di pelliccia chiara, ho pensato che per farlo avevano dovuto prendere due cappotti ed unirli. Ogni volta che lo indossava, quando ho poi avuto l’opportunità di avere confidenza, gli ho confessato che mi faceva ridere. Mi propone l’attività, io non lo faccio neanche finire. Era quello che sognavo. Dico sì. Dovevo trasferirmi a Roma e a Firenze. Stavo studiando ancora come fare a lavorare a Roma e Firenze, avere il capo a Milano che mi stava dicendo che due volte la settimana mi voleva lì, in un ufficio che mi stava facendo preparare e nel contempo vivere a Torino. Ci avrei pensato dopo (il risultato fu 100.000 Km in un anno). Il suo nome? Ivan. Era inverno, lui dice di vederci il giorno successivo all’aeroporto di Torino. Lui abita fuori Torino, quindi io arrivo prima. Lo aspetto per rispetto. Lui arriva, mi dice: “hai già fatto il check in?” No ti stavo aspettando per farlo insieme” “io non amo viaggiare insieme” mi sento l’ultimo uomo della terra. Saliamo sull’aereo e scopro che lui sceglie sempre il posto corridoio, uscite di sicurezza posteriori, vista la sua altezza. Facciamo ciò che va fatto a Roma e ci diamo appuntamento due giorni dopo, sempre all’aeroporto di Torino. Arrivo ancora per primo, faccio il check in e mi faccio dare il posto che piace a lui. Lui arriva. Mi dice “gia fatto il check in?” Certo” rispondo. “Vado ad ordinare due caffè” lui arriva al bar contrariato. Io non dico nulla, saliamo sull’aereo. Lui con lo sguardo continua a guardare chi gli aveva fregato il posto. Lui era sull’altro corridoio. Lo guardo con la coda dell’occhio. Fa fatica ad entrare nel suo posto. E’ stretto. Io mi accomodo largo. Un pascià. Arriviamo a destinazione. Ci rivediamo al gate, lui sta per dirmi qualcosa..io rido e gli dico: “se non voli con me, voli stretto” lui ride. Da allora abbiamo viaggiato sempre insieme e credo di poter dire che siamo anche diventati amici. A volte i Direttori Commerciali hanno dei vezzi..bisogna decidere se subirli o contrastarli. Io ho sempre avuto il piacere di contrastarli e devo dire che poi in futuro ho apprezzato chi ha contrastato i miei.

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