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Forse non basta essere bravi a comunicare per farlo bene.

Ci sono foto che lasciano il segno. Io amo la fotografia e penso che talvolta sia l’espressione massima dello sforzo che l’uomo è capace di compiere per trasmettere la propria emozione circa un evento che tutti possono osservare. Per me l’essenza dell’energia è quella che passa da un singolo Uomo all’ Umanità, attraverso quell’unico istante, in cui il dito del fotografo viene azionato dall’impulso del cervello, coinvolto ed affascinato da ciò che ha visto attraverso l’obiettivo della fotocamera. Nulla intorno a quanto si vede attraverso l’obiettivo può disturbare quell’istante. Quando l’emozione è intensa, quell’energia passa a tutta l’Umanità che la “convive” solo guardando quella foto. Wildlife porta i fotografi a spingersi ai massimi livelli tra emozione, passione, tenacia, tecnica, fortuna. Ecco la foto che ha vinto il Wildlife Photographer of the Year è una foto bellissima, tecnicamente perfetta, grande perizia da parte del fotografo russo che ha piazzato la macchina fotografica, ed ha atteso 11 mesi!!!! per avere questo scatto. Ma lui non c’era. Io sono impressionato. Mi ha impressionato il fatto che ho “sentito” la mancanza della sua emozione nello scatto, prima ancora di leggerlo dall’articolo. Pensando anche ai milioni di persone che guarderanno questa foto, concordo con la motivazione della giuria che lo ha proclamato vincitore….ma lui non c’era e “si sente”. Per me manca l’emozione, è una foto incredibile, ma senza Energia. Lo si prova tantissimo guardando le altre vincitrici. Per esempio quella del falco ti porta direttamente su quel tetto del mondo attraverso gli occhi del fotografo. Per me l’energia di colui che scatta, che dipinge, che comunica ..si trasferisce e passa a chi osserva, e se non c’è, si sente. Se accettiamo che a comunicare siano le macchine…allora non leggeremo più l’emozione e saremo sempre più poveri. Spettatori e mai attori.

La foto che ha vinto il Wildlife Photographer of the Year

Mostra una tigre siberiana abbracciata ad un albero, da guardare insieme alle altre vincitrici del concorso fotografico del Museo di storia naturale di Londra

Il fotografo russo Sergey Gorshkov ha vinto il concorso Wildlife Photographer of the Year, uno dei concorsi di fotografia naturalistica più importanti al mondo, per la sua foto Embrace, che mostra una tigre siberiana (o dell’Amur) abbracciare un antico abete della Manciuria, nella Russia orientale.

Le tigri dell’Amur si trovano solo in questa regione, sono poche e sparse per un territorio enorme, motivo che rende difficile trovarle e fotografarle. Gorshkov ha detto che ci sono voluti più di 11 mesi prima che riuscisse a catturare questo momento con un macchina fotografica nascosta: ha setacciato la foresta alla ricerca di segni sugli alberi che sembrassero indicare passaggi delle tigri e ha installato la sua attrezzatura di fronte a questo abete nel gennaio 2019, per poi trovare la foto a novembre dello stesso anno.PUBBLICITÀ

Il vincitore è stato annunciato ieri sera in una cerimonia online dalla duchessa di Cambridge, Kate Middleton, che è madrina del Museo di storia naturale di Londra, organizzatore del concorso. Roz Kidman Cox, presidente della giuria, ha definito la fotografia “uno scorcio unico di un momento intimo nel profondo di una foresta magica”.

La popolazione delle tigre siberiane è minacciata dal disboscamento e dal bracconaggio, che colpisce anche le loro prede, motivo per cui Tim Littlewood, direttore scientifico del museo e membro della giuria, ha commentato la scelta dicendo che “la straordinaria vista della tigre immersa nel suo ambiente naturale ci offre speranza. Attraverso il potere emotivo unico della fotografia, ci viene ricordata la bellezza del mondo naturale e la nostra responsabilità condivisa di proteggerlo”.

Il concorso è arrivato quest’anno alla sua 56esima edizione. Cento immagini, tra cui le finaliste e le 16 vincitrici in altrettante categorie, saranno esposte in una mostra a partire dal 16 ottobre. Le foto sono state selezionate tra 49mila immagini scattate da fotografi professionisti e non: ci sono cuccioli di volpe gelosi del loro pasto, orsi polari da circo, scimmie, svassi e parassiti.

MORENO TARTAGLINI: CEO DI ARXIT S.r.l. moreno.tartaglini@arxit.it – www.arxit.it – www.tritonstreet.it -Sono un imprenditore. Credo nella convergenza tra innovazione e tradizione. Consapevole delle necessità come Individui, Cittadini, Consumatori, sono attratto dai fondamentali dell’Economia Circolare per garantire lo sviluppo delle Imprese. Sono (stato) un Executive della IBM, lo scrivo perchè Executive della IBM non si smette mai di esserlo. Sono convinto che in certi momenti della vita sia importante condividere con altre persone le opportunità vissute per generare sempre più Valore per la Società, per l’Ambiente e per le Imprese.

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