Vai al contenuto

Lui e il tacchino

Lui, mi ha insegnato a dividere le organizzazioni commerciali in tre macro aree, prendendo a riferimento il comportamento umano rispetto alla vista di un tacchino. Lui diceva cose semplici in modo semplice per evitare che qualcuno potesse sbagliare, solo perchè aveva “frainteso”. Era diretto e schietto.

Aveva il controllo del tempo orientato al successo, come ho già scritto in questo altro articolo www.tritonstreet.it/il-tempo-per-pensare-e-finito/

Io ho poi elaborato che il ruolo commerciale non è solo rivolto all’esterno, al contrario deve essere molto presente in particolare all’interno dell’azienda, affinchè questa si presenti con tutto il suo valore e bellezza. E quì devo dire che il tacchino si trova a suo agio, nessuno gli da fastidio e quindi non solo sopravvive, ma prospera!!!!!. Torniamo però al tacchino di Maurino. E’ un pomeriggio assolato, l’aria condizionata a palla, una noia mai vista prima ad ascoltare i responsabili delle varie offering che come in tutte le Aziende, nessuna esclusa, sanno sempre, senza ombra di dubbio come è fatto e sarà fatto il Mercato, perchè i Clienti non vedono l’ora di comprare le nostre soluzioni, perchè è giusto che le paghino più della media del Mercato, e anche perchè noi siamo unici sul Mercato. Tutti i bravi commerciali sanno che di quelle dichiarazioni si dovrà prendere il meglio facendo una bella radice quadrata su tutti i Valori espressi. Tutto il team commerciale aveva smesso da un po’ di fare domande perchè tanto non essendoci controprove dentro a quella stanza, tutto ciò che ci stavano raccontando andava sempre bene. Nessuno bussa, ma la parte si apre, anzi si spalanca, entra Lui, il suo volto esprime grande incazzatura. Appoggia la sua borsa in pelle, stracolma, straripante, sul tavolo della sala riunione. Si capisce che arriva da fuori. Certamente da una visita presso un Cliente. Si allaccia il bottone interno del doppiopetto. Allora son cazzi abbiamo pensato tutti in quel momento. Una specie di valletto non richiesto comincia una introduzione delle di Lui gesta che sembrava la narrazione delle gesta dei grandi condottieri del Medioevo. Ma poi ‘sti Araldi servono in Azienda? Tant’è che Lui si scazza dopo qualche attimo, lo fulmina con lo sguardo, e per non lasciar dubbi dice: “basta con ste’ cazzate, la storia è molto semplice” respira, divorando l’aria, si vede l’ira che lo attraversa e quindi procede “nella nostra Azienda perennemente affamata di business, perché così devono essere le aziende di successo, ci sono persone che non si accorgono che c’è un grande e grosso tacchino da catturare; questi li mettiamo in amministrazione, oppure alle offering, (ed ovviamente tutti a ridere, meno quelli delle offering); poi ci sono persone che vedono il tacchino, lo riconoscono, cominciano a studiarlo, a bloccargli le vie di uscita, chiedono aiuto agli altri affamati in azienda e riescono a prenderlo; questi li mettiamo a vendere…. -meno male noi in quel momento stavamo dalla parte giusta, i salvi-….ma per nessun motivo io posso accettare di avere in azienda qualcuno che prende a calci nel culo il tacchino. Questi dobbiamo individuarli, stanarli, buttarli fuori, indirizzandoli possibilmente alla concorrenza. Mi aspetto entro domani la lista delle persone che per apatia, incuria, mancanza di “gioia” (così Lui chiamava la passione nel vendere, nel comandare…oggi viene usata sui testi di sessuologia per indicare il momento del massimo piacere fisico, ma magari Lui aveva già fatto suo il detto –comandare è meglio che fottere-) pigliano a calci i tacchini che siamo riusciti a far entrare, magari faticosamente, nel nostro cortile, nella nostra Azienda.” Neanche il tempo di chiedersi come fare a stanarli, che intanto fattasi sera, partono verso di Lui un paio di domande da parte di uno dei partecipanti del Team commerciale, le solite domande inopportune rispetto alla situazione, quelle che vogliono riportare tutti alla filosofia dell’essere; un paio di passaggi veloci e nervosi da parte di Lui, due ribattute veramente mal dette di ritorno da parte dell’interlocutore e Lui, molto semplicemente, trovò il primo collega che si divertiva a tirar calci ai tacchini. Ricorderò sempre quel colloquio,…e nella mia vita professionale successiva, anche solo passando per i corridoi delle Aziende, ascoltando anche solo qualche parola dei dialoghi tra colleghi, mi giro spesso di scatto, perchè il fragore di colui che “tira calci in culo al tacchino” è davvero assordante.

Moreno Tartaglini – CEO – Arxit – Business Solutions – moreno.tartaglini@arxit.it – www.arxit.it – www.tritonstreet.it – Sono un imprenditore. Credo nella convergenza tra innovazione e tradizione. Consapevole delle necessità degli Uomini, sono attratto dai fondamentali dell’Economia Circolare. Sono un Executive della IBM, lo scrivo perchè Executive della IBM non si smette mai di esserlo. Sono convinto che in certi momenti della vita sia importante condividere con altre persone le opportunità vissute per rigenerare le Energie e procedere nello sviluppo delle Aziende, della Società e dell’Ambiente.

(Articolo visualizzato 11 volta/e, 1 visualizzazione/i oggi)

Articolo precedente

Il Tempo per Pensare è finito

Articolo successivo

NearWally è su Facebook

Unisciti alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi