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Il Tempo per Pensare è finito

Erano gli Anni……non lo dico. Ma erano molti anni orsono. Dovete solo sapere che in quegli anni Lui era molto lontano dalla mia posizione in Azienda. Devo dire era molto più su. Era il numero uno. Lo osservavo spesso sul palco o negli interventi registrati. A quei tempi, pur ancora con “i calzoncini corti” ero un ottimo funzionario commerciale, inutile negarlo. Tornando a Lui mi piaceva ciò che diceva, ma ancor di più come lo diceva. Oggi so per certo che mi piaceva molto, ancora adesso, ciò che diceva e come lo diceva. Onestamente non aveva un eloquio avvolgente, ma era schietto, molto schietto; oggi sarebbe definito un uomo del fare, ma quello vero, molto pratico. Il suo accento piemontese trasferiva sempre operosità ed intelligenza. La prima volta che entrai in contatto con lui, direttamente, personalmente, lo sentii dire una cosa che solo dopo un po’ di tempo mi apparve una grande verità, ed oggi ci sarebbe davvero bisogno di molti uomini con quello stile. Quel giorno, intorno alla sua scrivania quadrata, c’erano 6 persone compreso me. Un lato era ovviamente tutto suo. (La prima cosa che ho fatto appena ho avuto una mia Azienda è stato comprarmi una scrivania quadrata, da otto posti molto ampi, due dei quali miei. Aiuta a sprigionare Energia e ad essere sempre operativi senza alcun “distacco emotivo” tra i partecipanti). Tornando a Lui…è la mia prima volta in quell’ufficio. Come mia consuetudine mi ero preparato, molto bene, su tutto. Il mio cervello ripassava come uno scanner le milioni di cose che avrebbe potuto chiedermi e ciò che avrei dovuto/potuto rispondere. Tutti noi che amiamo fare bella figura, dimostrarci attivi come siamo di norma, rispettosi dell’occasione e competenti, conosciamo molto bene le sensazioni di quelle prime volte…..crediamo che se dovessimo sbagliare verremmo dimenticati, annientati. L’adrenalina è ai massimi livelli, la notte precedente non siamo riusciti a dormire, siamo concentrati e ora seduti nella stanza dei bottoni, e forse per qualche secondo saremo anche protagonisti di una decisione che nessuno dovrà più valutare. Lui passa ad illustrare i punti, molto velocemente, e mi aveva stupito che non li avesse anticipati per avere tutti noi ben preparati sull’argomento specifico, intorno a quel tavolo. Una delle persone sedute intorno a quel tavolo, un noto grande manager, con aria riflessiva dice: “stavo pensando…..” Lui, senza cambiare tono e con una chiarezza incredibile nelle parole, dice: “Ehi, Ehi, ma quanti siamo qui a pensare? Ora è il tempo di eseguire; quindi pensare è assolutamente fuori tempo.” Avevo capito perchè non avesse anticipato nulla. Non c’era nulla su cui riflettere. Mi ero stupito però che quel grande manager non avesse capito il tempo in cui ci trovavamo, e quindi avevo anche capito che i grandi manager non sono quelli che stanno in alto, ma quelli che ci sanno stare, a proprio agio. Tornando a Lui….non molla, ha il suo obiettivo da raggiungere. Ci incalza. Ci guarda e dice ancora, con gentilezza ma senza pause per evitare repliche: “ora vi dico cosa mi aspetto da ciascuno e per quando”. E così fu.. e il seguito fu un grande successo. Dimenticavo, tutto ciò avvenne prima delle 8 del mattino a Milano. Il vero insegnamento che trassi quella mattina è che tutte le situazioni e tutti gli uomini spesso esistono, inconsapevolmente, per modificare i nostri tempi ed i nostri ritmi per arrivare all’obiettivo. Credo che sia davvero necessario nella vita e nella professione fare chiarezza sul campo, per sapere in che tempo ti trovi, quale sarà il tempo successivo ed in particolare fissare quando dovrà esserlo. Solo così non saranno gli eventi, le proprie debolezze e le ansie del momento a guidarci, portandoci in tempi diversi dal quello del successo. Ho imparato che il tempo per pensare ha sempre un limite, oltre il quale è necessario agire. E’ per questo che la propria disciplina ed il rispetto per gli altri devono essere caratteristiche forti nel Leader; il Leader ha come tutti ansie e dubbi, ma sa riconoscerli e sa che quando arrivano…il momento di agire è giunto. Purtroppo sappiamo tutti che il successo o l’insuccesso, in un processo evolutivo della situazione, sia nella sfera Personale sia in quella Aziendale, si svela sempre e solo dopo il tempo dell’azione. L’ansia dell’insuccesso quindi, che porta ad evitare l’azione, è la certezza stessa dell’insuccesso al pari delle decisioni prese senza competenze e rispetto per quelle degli altri. Il mondo commerciale è una incredibile palestra fatta di armonia tra il pensare e l’agire, ed è per questo che, per rispetto, ho sempre evitato di inserire in quelle organizzazioni persone non disponibili intimamente a riconoscere il tempo della riflessione da quello dell’azione. Grazie Maurino, ti ho considerato anche molto arrogante quel giorno e invece mi hai insegnato cosa vuol dire il controllo delle situazioni, il rispetto del tempo e la determinazione ad avere successo. Essere costantemente preparati, per poter decidere al momento giusto, mettendo in gioco tutte le conoscenze e competenze necessarie, è la chiave del successo. Ovviamente serve anche la fortuna, ma quella si sa, serve sempre e ovunque. Grazie

Quì il link ad un altro mio articolo che c’entra molto con questo appena letto e riguarda un grande problema dei nostri tempi.

L’Ignavia https://www.tritonstreet.it/ignavia/

Moreno Tartaglini – CEO – Arxit – Business Solutions – moreno.tartaglini@arxit.it – www.arxit.it – www.tritonstreet.it – Sono un imprenditore. Credo nella convergenza tra innovazione e tradizione; nel mio settore professionale quindi la digitalizzazione sistemica integrata a piattaforme tecnologiche abilitanti. Sono un Executive della IBM perché Executive IBM non si smette mai di esserlo. Sono convinto che in certi momenti della vita sia importante condividere con altre persone le opportunità professionali vissute, affinchè si arricchiscano di nuova Energia per perpetrarsi nel tempo.

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