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Che voglia di Leader!

Quel giorno a New York, di una decina di anno orsono, stavo pensando, guardando al futuro, ma non lo sapevo. Sono felice di aver continuato a pensare guardando al futuro senza saperlo. Sono felice di guardare al futuro senza imbarazzo e senza ansia. In ogni caso spero di continuare a pensare al futuro in modo naturale.

Scattai questa foto dal mio alloggio di un grattacielo di New York durante una delle mie ultime permanenze in questa incredibile, e da me adorata, metropoli.

Mi aveva colpito il fatto che molte persone, in un’area ristretta, sapessero, tutte, perfettamente, cosa fare. E’ New York. Caos disciplinato. Nessuno stava fermo, nessuno guardava nel vuoto, nessuno parlava, ciascuno era preso dalla propria attività e tutti insieme stavano costruendo un grattacielo!!!!!! Un grattacielo!!!!!!! Quella roba che gli altri guardano affascinati.

Decisi di farla in bianco e nero perché risaltasse anche il colore della pelle. Sì perchè come si può vedere ci sono uomini bianchi e uomini di colore. Ho pensato a quante ingiustizie e quante vite umane era costato l’istante “fermato” da questa foto e oggi, mentre aggiorno questo articolo, penso anche a quante ne sono ancora costate da allora.

Ora anche quì da noi. E ce ne freghiamo come allora.

Ho guardato questa foto molte volte.

Guardandola mi viene sempre in mente che se ciascuno sa cosa deve fare, e sa cosa tutti insieme potranno realizzare, allora, forse, nessuno avrà il tempo di discutere se è bianco o è nero.

Osservai gli uomini della foto più volte, andarono avanti così tutta la mattina. Ad un certo punto suonò una sirena. Mi affacciai. Lentamente, ma tutti insieme, camminarono verso il lato destro del piano in costruzione, presero una tavola, si sedettero tutti insieme, e iniziarono a consumare il loro pasto. Ho preso la macchina fotografica ed ho inquadrato.

Stavo per scattare una foto.

L’istante era incredibilmente pregno di valore. Immaginavo già la bellezza della foto in bianco e nero. (sapete che mi piace fotografare e coloro che non ci capiscono dicono che sono bravo; sono molto fortunato in quanto sono infinitamente di più coloro che non ci capiscono che quelli che san tutto della fotografia)

Mi sono vergognato, non l’ho fatto. Non ho scattato.

Stavo per rubare un momento intimo di uomini di diverse razze, che nell’incanto di quel gesto apparentemente normale e così umile, come consumare il pasto seduti su una tavola da carpentiere, stavano in realtà condividendo l’orgoglio di realizzare insieme un’opera così importante. Ero già stato fortunato per il fatto che la situazione mi avesse scatenato pensieri e considerazioni.

Tre anni fa, quando scrissi parte di questo articolo come molti lettori dell’articolo di allora ricorderanno, condivisi la seguente opinione: ” penso che forse la causa di tutti i nostri malesseri in Italia ed in Europa sia proprio quella di non avere obiettivi comuni da moltissimi anni, in nessun settore”.

Questa foto mi aiuta, e spero ci aiuti, a riflettere sul Valore di avere obiettivi comuni per mostrare che se sono condivisi e i ruoli sono chiari, allora il successo è realizzare l’opera, consapevoli che solo insieme si può provare l’orgoglio, intimo, privato, di esserci riusciti.

Tutte le volte che sento l’impulso di fare da solo, “perché faccio prima” penso, guardo la foto e mi dico: “se perdo un po’ di tempo ad insegnare ad altri ciò che so, l’opera alla quale sto partecipando può venire più bella di come sarebbe se la realizzassi da solo e avrò l’opportunità di imparare ancora”. Questo pensiero fa il paio con una frase che un grande Executive mi disse nel pieno del vigore della mia crescita professionale: “non perdere tempo a dimostrarci che sei bravo. Lo abbiamo già capito. Aiutaci a far crescere il tuo Team e fare in modo che tutto il Team raggiunga i risultati che tu da solo non potrai mai raggiungere”.

Una frase che segnò il mio stile da lì in avanti.

Tornando all’articolo, sono passati tre anni da quando ne scrissi il corpo, e invece di veder migliorare la situazione, abbiamo assistito ad un peggioramento, anche se allora poteva sembrare davvero impossibile.

Inutile, servono i Leader. C’è voglia di Leader. Ma quelli veri. Chi mi segue ha già letto dei miei pensieri e delle mie considerazioni sui Manager; lo faccio sempre con lo stesso stile, senza voler insegnare nulla, ma con la certezza di aver vissuto grandi opportunità da condividere come esperienze per coloro che crescono, tra i quali mio figlio.

www.tritonstreet.it/nessuno-e-autorizzato-a-perdere-lasciate-che-sia-io-a-farlo/

Il ruolo del Leader è quindi quello di fissare chiaramente l’obiettivo, deve farlo con onestà, garantendo a tutti un ruolo nell’ambito del Team con la consapevolezza che anche chi la sera pulirà il pavimento del piano del grattacielo in costruzione, oppure riporrà gli attrezzi degli specialisti carpentieri, avrà dato un contributo importante alla costruzione di una grande opera, Il grattacielo.

MORENO TARTAGLINI: CEO DI OMICRON DIGITAL S.r.l. tartaglini@omicrondigital.it – www.omicrondigital.it – www.tritonstreet.it -Sono un imprenditore. Credo nella convergenza tra innovazione e tradizione. Consapevole delle necessità come Individui, Cittadini, Consumatori, sono attratto dai fondamentali dell’Economia Circolare per garantire lo sviluppo delle Imprese. Sono (stato) un Executive della IBM, lo scrivo perchè Executive della IBM non si smette mai di esserlo. Sono convinto che in certi momenti della vita sia importante condividere con altre persone le opportunità vissute per generare sempre più Valore per la Società, per l’Ambiente e per le Imprese.

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