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Quando si diventa figlio del Tempo. Un’ora fa

Un’ora fa. Ero uscito dall’ufficio e stavo andando a mangiare qualcosa (mi pare di aver già scritto che quando ho appetito faccio due passi per andare a mangiare perchè non mi piace farmelo portare da un rider). Cammino, entro nel Bar, noto con piacere che si può consumare all’interno, seduti e senza mascherina. (ho perso un po’ il controllo di cosa si può fare e cosa no). Ad un tratto vengo attratto. E’ una mano che sventola in segno di saluto. E’ collegata ad una persona seduta al tavolo in sala. Ma accipicchia sventolava tantissimo. Devo andare a salutare, odio essere maleducato. Mentre mi avvicinavo cercavo di mettere a fuoco il suo volto e intanto saliva l’ansia. Non riesco a riconoscerla. Mi tocco il viso per accertarmi che indossassi gli occhiali. Erano al loro posto. Il flop veniva dal cervello e non dai sensi. Decido: ” ok come a volte capita sorriderò, parleremo per 2 minuti e poi passerò la giornata a chiedermi chi fosse”. Ormai non posso evitare di ingaggiare direttamente il suo sguardo, sono troppo vicino anche se ancora distante. I suoi occhi sono scuri, le labbra carnose…le labbra? un pensiero rapidissimo, ma come faccio a vederle? Eppure la conosco. La saluto sventolando anch’io la mano mentre continuo a pensare chi è. Noto che i tavoli, anche se disposti a distanza di sicurezza, sono comunque vicini per consentire agli ospiti di ascoltare cosa avrei detto. Lei mi sorride……è un sorriso cordiale, che sono certo di ricordare. Un emisfero del cervello scannerizza tutti i volti, dall’infanzia ad oggi, comprese le attrici che ovviamente man mano escludevo data la situazione. Con l’altro emisfero componevo frasi adatte alla situazione, in positivo se avessi ricordato, e in negativo se ciò non fosse avvenuto, e tante da reggere almeno un paio di minuti di dialogo. Sono pronto, non posso darle la mano, non posso avvicinarmi. E’ certo, tutti udiranno ciò che dirò. Ma sono prontissimo a dire una frase di circostanza. Improvvisamente l’emisfero con lo scanner si ferma, la riconosco, è lei è….ma nello stesso istante perdo il controllo dell’altro emisfero e quindi di tutto ciò che transita dal cervello e va alla bocca, e, mentre chiudo gli occhi per la stupidaggine che sta per uscire e che non posso più fermare, esclamo: “scusa, ma senza mascherina non ti ho riconosciuta.” Ho ancora gli occhi chiusi mentre sento gli avventori dei tavoli vicini sorridere. Sorride anche lei… e così fa anche la sua amica con la quale stava pranzando. Anche stavolta è andata bene, ma ho capito che ormai sono figlio del Tempo che viviamo.

MORENO TARTAGLINI: CEO DI ARXIT S.r.l. moreno.tartaglini@arxit.it – www.arxit.it – www.tritonstreet.it -Sono un imprenditore. Credo nella convergenza tra innovazione e tradizione. Consapevole delle necessità come Individui, Cittadini, Consumatori, sono attratto dai fondamentali dell’Economia Circolare per garantire lo sviluppo delle Imprese. Sono (stato) un Executive della IBM, lo scrivo perchè Executive della IBM non si smette mai di esserlo. Sono convinto che in certi momenti della vita sia importante condividere con altre persone le opportunità vissute per generare sempre più Valore per la Società, per l’Ambiente e per le Imprese.

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